MY CITY

MY CITY
(foto by Stefano)

December 22, 2008

Don't disturb!

Per oggi, solo per oggi, non ci sono per nessuno.

Sono in giro a volare...




Oggi ho imparato a volare
e non me ne voglio più dimenticare
da tutti i miei amici in visita andrò
e alle loro finestre io busserò
e dirò guarda ho imparato a volare
è facile anche tu potrai imparare
ti devi solo un poco concentrare
e devi scegliere dove vuoi andare
e se bene sceglierai allora potrai cambiare
e se non ti disperderai allora potrai volare

December 15, 2008

Una bussola

Forse quest'anno ho trovato il regalo che mi piacerebbe regalarmi.

Mi piacerebbe avere...una bella bussola.
Una bussola antica, magari con il "copri-vetro", che odori di usato, che mi racconti di posti lontani e persone sconosciute.
Usarla quando perdo la strada, quando non riesco più a trovare al giusta via, quando in mezzo alla tempesta non vedo più la riva.
Quando perdo me stesso.
E quando non trovo più gli amici, la possibilità di poter guadare la mia bussola e dirigermi verso loro.
Poter parlare con loro, poter ridere, abbracciarli, emozionarmi.
Forse commetterei meno pasticci, non farei strade inutili, errate o...
Quando mi sento e sono in difficoltà, poter estrarre dalla tasca la mia bussola e dirigermi verso la giusta strada...
Ma potrei anche donarla a qualche amico che momentaneamente ha perso la strada...

Per ora cerco di farmi strada accendendo una lanterna.



December 14, 2008

Obbedire all'amore

...e mi disse "Dopo appena due mesi che ci conoscemmo, decidemmo di sposarci..."


Allora è proprio vero, "tutto l'universo obbedisce all'amore"


"...come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
ed è in certi sguardi che si intravede l’infinito..."

December 10, 2008

Dicembre

Questo mese non mi piace.
Dicembre, lo dico: non - mi - piace.
E non lo dico perchè magari è iniziato male, perchè magari continua a piovere, perchè magari sento di più il freddo.
Ma è il mese di dicembre che non mi piace particolarmente.
Non so bene il motivo principale o specifico perchè questo mese non mi è particolarmente simpatico.
Forse perchè ci sono troppe feste,
o perchè mi sembra che voli più degli altri,
o perchè è il mese che chiude l'anno e alle chiusure si deve fare sempre i conti finali,
o perchè tutto deve essere particolarmente festoso e di festoso vedo e sento poco,
o perchè c'e sempre quella corsa a vedere tutti e tutte, per gli auguri natalizi, con l'idea che dopo e magari prima delle feste tutto possa cambiare o che succeda qualcosa di irreparabile,
o perchè...
non so il perchè questo mese non mi è particolarmente simpatico.
Non lo so? Suggerimenti?

Prima o poi spero di scoprirlo.

December 09, 2008

Prima volta

Una collega, dopo diversi anni, ha deciso di tornare a casa.
Lei è una ragazza tedesca, di Francoforte.
Era venuta in Italia circa sette anni fa, e ora, dopo anni, ha pensato di "fare i bagagli" e ritornare in Germania.
Sta preparando scatoloni, sacchi, incartando tutte le sue cose e a fine mese ci saluteremo.

Quando un giorno le ho chiesto di rimanere e di non andare lei mi ha risposto:
"Voglio ricominciare tutto da capo. Voglio rifarmi una vita..."
Ho pensato molto a queste sue parole.
Un senso di rinascere, una voglia di ripartire da capo, fare un "tabula rasa" e fare tutto come fosse la prima volta.

E come mi piacerebbe pure a me un giorno quando sono stanco, quando voglio ricominciare, fare i bagagli e andare in un posto e ricominciare da capo.
Come tutto fosse ancora per la prima volta.

December 08, 2008

Donne

Ogni luogo, ogni angolo, ogni strada dove guardo incontro sempre belle ragazze.
E con ognuna sento una diversa risposta.
C'e quella che mi fa sorridere, quella che mi fa stare serio, quella che mi sorprende, quella che mi inquieta, quella che mi incuriosisce.
E c'è quella che mi da strane sensazioni, che mi fa pensare già in quell'istante ad un "io & lei".
Cavolo come volo!
Le osservo queste ragazze, le ascolto, parlo assieme a loro di loro e...
Mi ricordo quando mesi fa passeggiavo per le vie di New York e ammiravo queste ragazze, ne rimanevo incantato e per le strade della mia città le rivedo e alcune le ricerco.


November 09, 2008

Un pò Sherlock Holmes

Il bello dello scrivere qui è che puoi raccontare, dire, cose che molte persone non conoscono, non sanno, non avevamo mai saputo o capito.
Il bello è di scoprire e farti scoprire una parte di te che era magari nascosto, confuso.
E così persone non avevano mai capito che ero in un determinato modo, che mi piacevano determinate cose.
Mi sono chiesto "Che sono diverso da come mi conoscono?"
Forse no, loro conoscono una parte di me che hanno voluto conoscere, o che io ho voluto fare conoscere e le altre sarebbero magari venute fuori con il tempo.
O mai.

E forse come l'infatuazione verso una ragazza.
Dapprima ne vedi alcune cose, vedi quelle più apparenti, quelle che risultano a prima vista.
Poi passato questo periodo, si deve essere curiosi, forse un pò intraprendenti, detective, informatori, attenti nel vedere come sia l'altra persona nella sua totalità.
Scavare e cercare di capire gli indizi...
E forse, allora, potrai dire di conoscerla.
Forse.

Elementare Watson, elementare...

November 06, 2008

Good Morning America!




November 05, 2008

November 03, 2008

Il mio angolino nascosto

Chissà se tutti hanno un angolino.
Un angolino dove mettono le loro cose, i loro oggetti, i loro ricordi.
Penso che alcuni li hanno in qualche cassetto del loro comodino, in qualche cassetto nascosto, in qualche scatola che conservano nell'armadio.
Io quell'angolino è sopra ad una cassettiera in camera mia.
E' un angolo dove ho messo e metto vari oggetti che trovo, raccolgo nei miei viaggi, camminate, che prendo e porto a casa e poi metto "metto tutti lì".
E sono tanti gli oggetti che in questi anni ho appoggiato.
Vedo foglie, castagne, sassi e pietre, petali di fiori, conchiglie, un articolo di giornale, fiorellini di matrimoni, tazze e candele e.
Sono oggetti che "appartengono" a me, che sono parte di me e ogni volta, come questa sera, li osservo mi fanno fare salti nel passato, mi fanno andare in luoghi lontani a me, mi fanno rivedere persone che non rivedrò mai più o che vedo spesso.
E con il passare del tempo gli oggetti mi accorgo aumentano, come aumentano i ricordi e i posti che ho visitato e persone che ho incontrato.
Potrebbe essere un qualcosa che lascerò, sarà il mio "libro" che un giorno, un pò più anziano, potrò raccontare.

November 02, 2008

Persone non conosciute

Abito in questo paese da circa diciassette anni.
Non conosco molte persone, anche perchè tutti gli amici, i contatti, le frequentazioni sono nella grande città.
Chi mi chiede "Ma tu conosci......?", io rispondo che non conosco nessuno, mi spiace.
E poi un giorno leggendo sul giornalino locale del paese scopri che c'era una ragazza che mi sarebbe piaciuto conoscere.
Questa persona era Alessandra Zecchin.
Nata a Verona il 13 agosto 1988.Fin dai primi anni i suoi interessi e il suo naturale talento la portarono a scrivere con profondità e stile personale, per suo piacere, per una insopprimibile esigenza e non soltanto nell'ambito scolastico. Scriveva molto, nella tristezza come nell’allegria. I temi ricorrenti: l’amore per i suoi genitori, i sentimenti d’affetto, d’amicizia, di complicità per chi aveva accanto, parenti, amici, insegnanti… e per i suoi animali prediletti su tutti, i gatti. Scriveva in prosa e in poesia.
Idealista, solare, piena di gioia di vivere, serena e dolce rivela talvolta nei suoi scritti momenti di malinconico sgomento e nostalgia.
Frequentava con profitto e soddisfazione la 2ª Liceo Psicopedagogico. Aveva molti progetti e molti sogni.
Tutto è rimasto incompiuto.
Il 15 ottobre 2003, alle sette del mattino, ad appena 15 anni e due mesi, cinque minuti dopo essere uscita da casa per recarsi a scuola, ha perso la vita, travolta da un automobilista che… forse troppo stanco, forse troppo veloce, forse troppo distratto… sbandando l’ha investita, incolpevole e prudente, ad un passo dal marciapiede e dalla salvezza.

Su un foglio scriveva:
"Non tutti capiscono che il poeta è una persona con una sensibilità pazzesca cioè una persona che sa esprimere con parole chiare un fenomeno naturale. Un poeta come può, di fronte a questo meraviglioso, sensazionale paesaggio, non scrivere qualcosa di tutto questo? Per sapere la risposta, prendete un foglio e una penna, poi andate in montagna e guardate la tenera erbetta, la soffice rugiada...
con un occhio speciale provate a non scrivere nulla. Se proverete un tremendo "dolore" siete diventati poeti".

Scritto da Alessandra all'età di nove anni.

October 30, 2008

New York Yankee

Nel mio viaggio a New York, con gli amici, andai a vedere una partita di baseball.

Ricordo che quando l'amico mi propose di andare a vedere una partita di baseball accettai subito.
Era un sogno per me andare a vedere una partita, mi rendeva entusiasta e quando raccontavo ad amici e colleghi della mia partenza verso gli USA, ripetevo sempre che sarei andato a vedere una partita al New York Stadium.
Andavo a vedere i "New York Yankee".
Era come fosse una tappa turistica per vedere un monumento.
Lo stadio, la partita, per me poteva essere paragonata ad un monumento.

Andammo a vedere la partita. Mi divertii tantissimo. Fui molto contento di vedere quella partita, di partecipare a quello spettacolo sportivo.
Quando fui allo stadio seppi che dopo pochi mesi quello sarebbe stato distrutto.
La squadra non avrebbe più giocato in quello stadio, ma in uno del tutto nuovo. Proprio davanti a quello vecchio.

In quel momento pensai che un giorno mentre avrei raccontato di essere andato a New York, potevo raccontare di avere visto giocare la squadra del New York Yankee nel suo vecchio stadio.
Pure io ero una parte del vecchio stadio.

October 28, 2008

Una dolce pausa

Oggi pomeriggio al lavoro, ad un certo punto, mi è una grande voglia di fare una pausa...


- Sai cosa vorrei mangiarmi e bere proprio ora?
- No!
- Bene....vorrei mangiarmi una buona fetta di torta al limone e bere un buon caldo the verde.
- E tutto questo dove lo prenderesti?
- Bhe , semplice....al Starbucks a Boston.
- Vengo pure io, ma paghi tu...

October 26, 2008

Due posti differenti

Mi capita a volte, mentre sto leggendo un libro o ascoltando una canzone, che mi fanno ricordare ad episodi passati, a luoghi dove sono andato, è come se facessi un salto all'indietro.
E' come se in quel preciso instante sia in due luoghi precisi e differenti.
Un luogo con la mente.
Un luogo con il corpo.
E mi chiedo: "Dove mi trovo ora?"
Chiudendo gli occhi mi rivedo in quei luoghi, mi rivedo passeggiare con amici, mi rivedo ammirare con il naso all'insù, mi sembra di sentire profumi e di vedere colori.
E un pizzico di piacevole malinconia mi sento dentro.
Rivedo come un film la mia immagine, rivedo tutto come fosse la prima volte e, sempre con gli occhi chiusi, continuo con la mente a viaggiare, mentre il corpo è sempre fermo.
E chissà, mi chiedo, quando il corpo potrà continuare a viaggiare oltre la mente...

October 22, 2008

Mattine

Quando esco di casa in queste mattine, il cielo è ancora un pò scuro.
Il sole fatica nel farsi vedere e si nasconde dietro le nuvole.
La foschia è a livello "di persona" e il profumo dell'aria è decisamente autunnale.
Mancherebbe solo il profumo di caldarroste e l'autunno è arrivato.

Ma a parte questo, le parole che mi vengono in mente quando metto il piede fuori dalla porta sono:

"...Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso

Parlar del piu' e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muor..."


October 21, 2008

Domande filosofiche...

"Ehi, prova a rispondermi", fece la gentil ragazza verso il ragazzo...
"Se prima o poi l'amore se ne va, se sparisce....perchè dobbiamo dannarci nel cercarlo, nel voler trovarlo, se poco dopo questo se ne va?"
E, in quel momento, il ragazzo rimase senza risposte...

October 20, 2008

Strani incontri

Capita a volte, mentre cammini in una città non tua, distante qualche decina di chilometri, fai strani e casuali incontri con persone che hai incontrato una volta nella tua vita, in una città e nazione straniera, che con questa persona hai condiviso solo qualche giorno, ma incontrandoti ti vedono e ti salutano.

Cammini un pò "soprappensiero", ascolti le persone che ti accompagnano, ascolti lo strano accento della città che stai per visitare, ti guardi attorno per ammirare tutto quello che il tuo occhio incrocia.
Ma non fai attenzione a quella persona che incrociandoti ti riconosce.
"Ma ciaooooo.....tu non sei...?!"
Ti giri, cerchi nel tuo database quel viso, i due occhi azzurri, il suo tono di voce...
Lasci passare due secondi. Istintivamente ti verrebbe da chiederti "Ma chi è? Non mi ricordo di te!".
Ma lasciati passare i due secondi, ti sovviene chi sia quella persona, in quale circostanza l'hai conosciuta.
E ad un tratto fai un salto nel tempo all'indietro.
Ti ritrovi con quella persona a un anno e mezzo fa, in una città, nazione non tua.
In un contesto diverso.
Ad una tua persona diversa, che era a quel tempo ed ora non lo è e non lo sarà mai più.

C'e uno scambio veloce di parole.
E poi subito i saluti.

Un piacere di aver rivisto quella persona.
Un saluto veloce e il richiudersi velocemente una porta che avevi chiuso tempo fa.

October 19, 2008

Passeggiare

Ogni domenica, qualsiasi ora sia, qualsiasi stagione, temperatura, tempo atmosferico, mi faccio sempre la mia bella passeggiata.
E' oramai da anni che un giorno alla settimana, di solito la domenica perchè ho maggior tempo disponibile, vado a fare due passi nei campi vicino casa.
E' una camminata che mi permette di osservare la natura, di pensare, di ragionare sugli episodi capitati durante la settimana passata e a quelli che mi capiteranno in quella futura.
E' un'occasione per rilassarmi.
Sono un osservatore, a volte inconsapevole, della grande trasformazione della natura.
Noto il mutare dell'erba, del fiorire e il lento addormentarsi della vegetazione, del cambiare colore delle foglie degli alberi sino a farne cadere, del cambiare del colore del cielo, come lo scurirsi del cielo prima o dopo un certo orario.
Vedo in cielo qualche uccello in ritardo, o in anticipo, che saluta l'arrivo o la partenza di una stagione...
Sono in queste camminate che mi affiorano discorsi, pensieri, parole che ho sentito o detto ad amici o conoscenti.
Che mi vengono in mente strani incontri, casuali, capitati durante i giorni passati.

Silenzio sento attorno a me...solo qualche cane che abbaia da lontano, il rumore dei mie passi sulla terra, il vento che fa muovere la foglie del grande albero che è lì in mezzo al quel grande prato che da anni, decenni, ha visto passare molte persone, molti uomini.
E oggi ha visto pure me.

October 14, 2008

Vulnerabile

Ci sono sere che quando sono particolarmente stanco, fisicamente stanco, mi sento vulnerabile.
Vulnerabile alla parole, alle domande che magari mi possono fare, ai pensieri.
Sono vulnerabile dinanzi a quello che mi gira attorno e finisco per abbassare le mie difese, il mio "scudo" e corazza.
Ed è in quel momento che potrei raccontare storie e racconti che sono nascosti o persi dentro in me.
Ed è in quel momento che mi sento particolarmente disponibile a raccontare.
E quando succede ricerco nella mia personale biblioteca un libro che ne sono affezionato, riguardo delle fotografie, ripenso a degli episodi accaduti tempo fa.
E poi mi metto a scrivere.



October 13, 2008

Parole perdute?

Ci sono parole, frasi, che penso.
E poi scrivo.
Ce ne sono altre che racconto ad amici, parenti.
Tutte queste parole, che scrivo o che dico, vengono condivise, vengono divise tra me e altre persone.
Cambiano forma, cambiano involucro, cambia pure il modo in cui vengono scritte o raccontate.
E poi, chissà, vengono tramandate, raccontate ad altre persone e forse cambiano sostanza.
Vengo scritte o raccontate e in quel momento prendono una determinata forma. Forse prendono vita, forse iniziano a girare, a viaggiare.
E chissà, mi chiedo ogni tanto, dove siano finite, dove stiano viaggiando proprio ora.
In quale città, luogo, saranno.
O se magari se si saranno perdute.
Ma, per mio carattere, mi accorgo che non tutte le parole che ho dentro prendono o la strada della scrittura o della parola.
Solo alcune.
E non sempre decido io quale sia la strada che queste parole intraprendano.

Ci sono parole che non prendono nessuna di queste strade.
Ma rimangono in me, non escono, non vengo espresse, non intraprendono nessuna strada.
Non andranno in nessun luogo, non viaggeranno.
Rimarranno per sempre dentro di me.

Ma anche in questo caso, queste parole verranno perdute?

October 03, 2008

Ovunque proteggi

Andare ad un matrimonio e sentire cantare questa canzone...





Buon week end a tutti.

October 02, 2008

Urlando...

Settembre 2002.
In una bella serata nell'Arena di Verona ho saltato, gridato, cantato, gioito e buttato fuori tutto quello che avevo dentro.
E sono uscito senza voce.

Settembre 2008.
In una bella serata nell'Arena di Verona ho saltato, gridato, cantato, gioito e buttato fuori tutto quello che avevo dentro.
Ma ancora più forte.
E sono uscito, anche questa volta, senza voce.

E uscendo dall'Arena, ripetevo all'amico che era con me che...
"E ce l'abbiamo qualche speranza
forse qualcuno ci ricorderà.
Non solamente per le canzoni
per le parole o la musica..."

Tutto questo urlando contro il cielo...


September 30, 2008

Correre

Ho sempre amato correre.

Mi ricordo, sin da quando ero ragazzo, il piacere di andare a correre era tanto dentro di me.
Tutto era iniziato dalla prima media.
Un giorno mi misi a correre. Provai una grande gioia, e da quel giorno non mi lasciò più.
Era ed è una grande passione.
Mi ricordo che la domenica mattina mi vestivo, mi mettevo le mie scarpette "da corsa" e andavo incontro alla natura.
Mi papà ogni tanto mi accompagnava. Lui con quella "graziella" di mia mamma mi seguiva, un pò per farmi compagnia, un pò per vedere cosa faceva quel strano ragazzo.
Non ricordo e non sapevo quanti chilometri facevo....dieci, quindici....non so e non mi sono mai preoccupato mai di quanto era la distanza che percorrevo.
A me interessava solo correre. E respirare.

A distanza di anni ho ripreso a correre.
E quelle stesse sensazioni che sentivo quando ero ragazzo, sono ritornate in me.
E corro, passo dopo passo, a tempo di musica passo attraverso prati, alberi, sotto lune e soli, tutti uguali e diversi.

E quando corro penso, ripenso agli episodi della giornata, della mia vita e li vedo correre dentro e con me.
E' un mio modo per respirare, per cercare risposte alle mie tante domande,
è un modo per pensare...
"E mentre corro sento il vento,
il vento tra i miei capelli, mi sento parte di ovunque.
Sotto di me c'è una strada che lascio alle spalle e se mi volto indietro la vedo vicino e lontano.
Mentre corro sento gli alberi, il vento tra i rami degli alberi sembrano che cantino per me,
sembra che mi parlino
sopra di me..."

Corro sulle cose e sulla vita... e mi dico "Corri ragazzo, corri..."

September 28, 2008

Aria scozzese


...passeggiando per la città, respiravo aria scozzese...
e incontravo una cara amica...

September 26, 2008

Al ristorante

Ogni volta che andavamo in un ristorante era a volte piacevole ricevere tutte quelle attenzioni da parte delle cameriere. Cosa che invece non riceviamo mai nel nostro paese.

Passavano a chiederci durante il pranzo o la cena se il cibo era di nostro gradimento, se tutto andasse bene, se c'era qualcosa che potevano fare per noi.
Erano propense a scambiare qualche chiacchiera, erano sorridenti e pronte nel cercare di rispondere ad ogni nostra domanda.
E non era solo un un determinato ristorante, ma in tutti quelli che andavamo, anche in diversi città.

Dopo, informandomi, ho saputo che le cameriere fanno delle loro mance che ricevono dai clienti, una gran parte del loro stipendio, che le mance sono una parte importante del loro lavoro.
Ci sono poi "leggi" non scritte, ma conosciute, che di solito si lascia alla cameriera il cinque per cento di quanto pagato al ristorante.

Da parte mia posso dire che io e i miei amici ogni volta che andavamo al ristorante lasciavamo una mancia per la cameriera. Cosa che da noi invece è strano e non si pensa e non si fa.
Penso che il fatto di essere "gentili" con i clienti sia anche una parte del lavoro di un cameriere o cameriera. E questa attenzione viene premiata.
Chissà cosa succederebbe se da noi il cameriere o cameriere ci prestasse ogni tanto un pò di attenzione, ci chiedesse se la cena è di nostro gradimento, se tutta vada bene.
Forse ci ricorderemo delle cameriera o cameriere non solo per la loro bellezza fisica, ma per la loro gentilezza.
Forse.

(in alto uno scontrino....simpatico portato da una cameriera)

September 24, 2008

Programma settimanale

Non sopporto la settimana programmata.
Per anni, causa scuola superiore, corsi vari che seguivo quando ero un pò più giovane, avevo la settimana programmata.
Dal mattino alla sera.
Sapevo ogni ora cosa fare, dove dovevo andare e dove ero.
In parte potrebbe dare sicurezza sapere di essere in un determinato luogo in una determinata ora.
Niente lasciato al caso o alla fatalità.
Dal lunedì sino al sabato sapevo come era la mia settimana.
Ma dopo anni vissuti in questo modo (e non so ancora come fossero stati) ora invece trovo "stretto" sapere che la mia settimana è già scadenzata, è già programmata.
E già, lo trovo stretto.
Per fortuna, sono stato capace di ritagliarmi degli spazi "liberi", degli spazi miei dove posso volare e divertirmi e fare quello che mi sento in quel momento.
Ed è sempre un modo di "ritrovare me stesso".

September 22, 2008

Pensieri serali sparsi

Sorseggio un caldo the in una tazza dello Starbucks.
Una bella tazza presa in un bellissimo pomeriggio a Boston in una caffetteria dello Starbucks a raccontare ad amici ricordi di mesi passati che solo in quel momento raccontavo a qualcuno e riaffioravano nella mente.
Caldo, ma non bollente questo the come quando invece lo prendevo in America alcuni mesi fa.
Sfoglio le foto che ho fatto nel mio viaggio negli USA e mi diverte rivedere gli amici.
Gli stessi amici che ho rivisto ieri nella "nostra" città.
Mi verrebbe poi da fargli mille domande sulla loro permanenza per tutto quel tempo, sui rapporti tra le persone, sulla distanza tra le persone...ma poi si finisce nel parlare della vita quotidiana, sul cosa aver fatto oggi, senza pensare al ieri per capirlo e conoscerlo meglio.
Passa così veloce il tempo che non si ha mai la capacità o la voglia di capirlo.

Programmo incontri con amici tra mesi...."se non si riesce in ottobre, allora semmai in novembre".
E questo un pò mi rattrista.

Settembre è quasi finito, ma sono iniziati tutti i più svariati corsi.
Corso di informatica, di pittura, di lettura, di lingue, di scrittura, di nuoto, palestra, piscina come acquagim...una vita di corsi e io debbo sempre correre.
Settembre è quasi finito e l'estate è un ricordo, ma tornerà l'estate.

"Tornerà l'estate, tornerà di sera
io sarò ad aspettarla qui
sarà il vento ad avvisarmi
diventando più caldo...
e l'aria ritornerà elettrica"
(Testo by Tiromancino)

September 10, 2008

Settembre mi insegna

Settembre mi insegna sempre qualcosa.

Le vacanze sono finite e piano piano si ricomincia ad andare a piccoli passi lenti verso la normalità.
Il sole inizia ad essere meno brillante, le giornate iniziano ad essere meno luminose la sera.
Al mattino e la sera l'aria inizia ad essere più fresca.
Si ricomincia a prendere contatto con tutto quello che si aveva lasciato prima delle vacanze.
Ma senza fretta.
Come quando si inizia ad imparare a camminare da piccoli.
Ma chi si ricorda i primi passi che si è fatto da piccoli?
Penso che ogni mio passo fosse stata una piccola conquista, ad ogni passo un senso di indipendenza e libertà.

Durante le vacanze che faccio, sono sempre un periodo di tranquillità, di scoperta, di relax e nel poter dimenticare del mio camminare.
Così quando ritorno alla vita di tutti i giorni, riprendendo a camminare, ho sempre un nuovo obiettivo nel mio camminare, meglio di quanto facevo prima.
E lo faccio con più entusiasmo.

Il periodo dopo le vacanze sono con un nuovo capodanno.
L'estate, la fine della vacanze sono sempre una linea che divide tra una cosa e l'altra.
Tra un vecchio e nuovo percorso.
Tra un nuovo e vecchio io.
L'inizio di settembre mi regala sempre un qualcosa di nuovo, delle nuove scoperte.

E la scatola che preparo ogni anno con la scritta estate potrei racchiudere:

incontri
sorrisi
baci
viaggi
abbracci
addii

Settembre mi insegna sempre qualcosa....




"E' tempo di imparare a guardare
E' tempo di ripulire il pensiero

E' tempo di dominare il fuoco

E' tempo di ascoltare davvero"


September 04, 2008

Chi ero nel passato

Questa sera mi chiedevo:
"Ma in una mia ipotetica vita passata, chi e cosa avrei potuto essere?".
Così qui ho potuto saperlo.

ll tuo segno cinese è Topo.
Il tuo albero celtico è Faggio.
Il tuo angelo custode è Mebahiah.

La tua vita passata...
"Non so cosa potrai pensare ma tu eri maschio prima dell'ultima reincarnazione.
Sei vissuto nel 875 in una zona che nel periodo moderno corrisponde all'incirca con il nord della Cina.
La tua professione era addestratore, uomo di circo
Profilo psicologico della tua vita passata
Tipo rivoluzionario. Avete ispirato i cambiamenti in tutta la sfera politica, il commercio, religione, il governo della casa. Potevate essere un leader
Lezione che devi aver imparato dalla vita passata
Siete adatti per ascoltare le personee e venire a contatto di tutte le difficoltà della vita senza scoraggiarsi. Dovreste aiutare gli altri, portando loro lo spirito della gioia."

Che sia stato proprio io?

September 01, 2008

La ragazza di spalle (parte seconda)

Se la ragazza che avevo visto a New York mi aveva incuriosito per alcune cose, la ragazza che invece ho fotografato a Siena mi aveva incuriosito per altre.

Capitò nell'estate del 2004.
Ero andato assieme ai due miei amici che ora sono appena tornati dagli USA, a Siena per assistere al Palio di Siena.
Mentre stavamo facendo una passeggiata nella piazza, notai questa ragazza.
Era assorta nell'osservare la piazza, prendeva appunti o della piazza o del suo viaggio sino a lì o scriveva dei suoi pensieri.
Chissà.
E sei lei prendeva appunti, pure io li prendevo con la mia macchina fotografica.
In quel momento prendevo appunti su di lei.

Sia sulla ragazza di New York, che su quella di Siena mi avevano colpito l'attenzione di osservare il mondo che le circondava.
Era bello e interessante vedere come erano attente a tutto quello che le stavano attorno.
Era come se prendessero appunti per capire l'esterno e per poi ragionare su di loro.
O che si specchiassero per vedere se l'immagine fosse interessante.
O chissà cos'altro ancora.

E se la ragazza "newyorkese" mi domandavo cosa stesse ora ossevando
la ragazza "senese" cosa stava scrivendo?

August 31, 2008

Fiducia

Quest'anno la strada che porta alle votazioni americane sono seguite da sempre più persone.
E anche da molti italiani.
E molti di questi, fanno il tifo apertamente per uno o l'altro candidato.
Credo che se alcuni italiani potessero votare un candidato americano, lo farebbero subito.
Senza pensarci.
Uno o l'altro avrebbero la piena fiducia di molti italiani.
Già, fiducia verso un candidato.
Ma uno dei due sta avendo maggior consenso, sta avendo maggior entusiasmo attorno a lui.
Questo è Barack Obama.
Questa persona è stata capace di dare fiducia e ricevere fiducia da buona parte della popolazione americana.
E non solo!
Forse alcuni italiani pensano, o sperano, che vincendo alle prossime elezioni americane Barack Obama, possa diventare anche il presidente dell'Italia.
Questo lo sperano in molti! Ma questo bisogna ricordarlo che non succederà.

Non so chi vincerà alle votazioni a novembre.
Non so quale dei due candidati andrà alla Casa Bianca, ma io ho molta fiducia!
Molta fiducia!!!


August 27, 2008

Ben tornati!!!

Un anno è passato in fretta.
Forse troppo in fretta e ora eccovi qui.
Che bello!!!

Ma siete voi realmente e siamo noi realmente?

Riprendendo una canzone dei Modena City Ramblers posso dirvi:

"...Siam venuti tutti quanti a salutarvi
Con un augurio, un abbraccio, una risata e una bottiglia
E le ragazze una lacrima ed un bacio...

...Nonstante le cadute e le rotture del motore
Avete attraversato il continente...

...L'avventura è ripartita
Resta intatta l'ultima idea
E da qualche parte del mondo
C'è qualcuno come te
Che prepara un nuovo viaggio..."

Ben tornati!!!

August 26, 2008

100 post

100 post.
Me lo ripeto:
100 post.
Non ci potevo credere quando leggendo il contatore del blog, mi segnava che in questi sei mesi avessi già messo 100 post.
100 volte mi ero seduto davanti al pc e avevo scritto qualcosa;
100 volte avevo fissato per me e per altre persone delle idee, emozioni, sensazioni, ricordi;
100 volte avevo posto delle domande cercando delle risposte,
100 volte avevo messo parte di me;
100 volte avevo riso, sofferto, volato, sognato, cantato, ballato ed emozionato.

Avevo iniziato un pò per gioco, un pò ascoltando consigli di una cara amica, un pò per volere dire qualcosa.
Senza essere pretenzioso, saggio, o altro.
Ma solo per dire un altro punto di vista, forse il mio punto di vista.
C'è sempre un altro punto di vista.
C'e sempre. Che lo si voglia o no.
Come c'è un altro sentimento, un'altra idea, un diverso modo di vedere le cose, la vita.
E non è che sia peggiore o migliore del nostro. E' solo differente ed essendo tale dobbiamo averne la massima attenzione e rispetto.
Capita che a volte ci possa aiutare, suggerire qualcosa.
Ci sono poi delle volte che come "per magia" ci capita di ascoltare da un'altra persona un punto di vista che mai avremmo pensato..."Però...", pensi "ma lo sai che mi piace il tuo modo di vedere questa cosa?".
E questo concetto che mi piace molto. Io posso avere le mie idee, sentimenti, passioni, convinzioni, ma sono sicuro che vicino o lontano da me c'è un persona che può pensare esattamente all'opposto.
Ed è questo che rende la vita più emozionante.
O no?
Che sia un altro punto di vista a tutti.

August 25, 2008

La ragazza di spalle (parte prima)

Era la mia ultima mattina a New York.
Era il mio ultimo giorno nella grande mela.

Mi ricordo che andai alla solita caffetteria per fare colazione.
Anche quella mattina presi il bagle, muffin al cioccolato e un the.
Mi sedetti in un angolino per gustarmi la mia colazione e per osservare le persone che entravano e uscivano.
Mi è sempre piaciuto, e mi piace tutt'ora, osservare le persone e le cose.
Si possono conoscere tante cose, tanti piccoli particolari che possono aiutarmi a conoscere, a capire meglio sia le persone che le cose che ho attorno.

La "mia" caffetteria era molto accogliente. C'erano anche dei tavolini vicino ad una vetrata che affacciava verso la strada, vicino la porta d'entrata.
Chi si sedeva era come se fosse in una vetrina di un negozio, poteva vedere le persone che passavano dalla strada e queste vedere le persone che facevano colazione.

Entrò una ragazza, bionda, carina.
Ricordo i suoi capelli biondi, lisci, e indossava un giubetto in pelle nera.
La sua bellezza prese la mia attenzione.
La seguii con lo sguardo.
Prese un muffin e un the.
Ma quello che più mi incuriosì di lei fu altro.
Si sedette in un tavolino che dava sulla strada, in uno dei tavolini della vetrina.
La osservai più volte.
Incantevole.
Era divertente come osservava le persone che passavano per la strada.
Prendeva il suo muffin, ne mordicchiava un pezzo e poi rimaneva a guardare fuori la vetrata.
Sembrava incantata dalle persone, dalle macchine, da tutto quello che vedeva fuori la vetrata.
Sembrava incuriosita e divertita.
Era un piacere guardarla nella sua attenta "osservazione" verso quel mondo che si muoveva fuori alla caffetteria.
Ero diventato, poco dopo, pure io un osservatore grazie a lei.
Osservavo lei e le cose e quello che vedeva lei.
Vedevo il fuori della caffetteria e le cose che quella ragazza osservava.

Per un istante avrei voluto alzarmi ed andare a rubarle una parola....magari chiederle il suo nome, da dove veniva, che cosa era attratta nell'osservare fuori dalla vetrata.
Avrei voluto farlo, ma invece rimasi seduto al mio posto tra la mia colazione e l'osservare quella "attenta osservatrice".

In un istante si alzò, gettò il bicchiere di carta del the e la carta del muffin nel cestino e uscì.
Con lei uscì anche parte di quello che stavo osservando.

Poco dopo me ne andai pure io.
Chissà ora cosa starà osservando.

August 24, 2008

Un film: Signorina effe

Un paio di sere fa con un'amica, sono andato a vedere questo film:
Signorina Effe



La trama è questa:
"Una famiglia operaia di origine meridionale trapiantata a Torino, hanno Emma. Emma è impiegata alla Fiat in un settore nuovo, quello informatico. Ha lavorato sodo fin da piccola per cancellare la sua origine e risalire la china. Ora sta per laurearsi in matematica ed è prossima a sposare Silvio, un dirigente dell’azienda torinese, vedovo, con una figlia. E’ il settembre 1980, la Fiat annuncia che licenzierà quindicimila operai. Ha inizio il lungo durissimo sciopero che durerà 35 giorni. Nel clima di scontro senza quartiere tra azienda e classe operaia, Emma è sempre più attratta da un giovane militante che lavora alle presse, Sergio. E per tutta la durata dello scontro la ragazza vive un’intensa ma breve storia d’amore che toglie senso alla sua faticosissima ascesa sociale e la spinge a rompere con la famiglia, a rompere con l’uomo che vuole sposarla. In pochi giorni Emma consumerà drammaticamente l’esperienza più importante della sua vita. Mentre un’epoca si chiude e un’altra se ne apre senza promettere, per i più, niente di buono."

Il film sugli aspetti storici dell'Italia posso dire che è stato interessante, sull'interpretazione e sulla recitazione....lascia un pò desiderare.

Ma una frase mi ha colpito e mi è entrata in testa, recitata da uno degli attori:
"Quando una persona soffre d'amore, diventa cattiva!"

Ma che sia poi vero? O si è più vulnerabili?
Forse una risposta io la posso avere.

August 22, 2008

A tutti...

A tutti quelli che stanno facendo le valigie per tornare
e a quelli che le fanno per partire.
A quelli che sono tornati dalle vacanze abbronzati
e a quelli che invece chiedono "ma l'abbronzatura dove è?"
A quelli che sono innamorati
e a quelli che lo sono stati.
A quelli che progettano già le vacanze per il prossimo anno
e quelli che invece non ne vogliono più sapere...per un bel pò.
A quelli che mettono a posto le foto delle vacanze
e a quelli che la macchina fotografica si è rotta.
A quelli che non sembra vero che un anno sia già passato
e a quelli che invece non ci avevano creduto che passasse in fretta.

A tutti quelli che hanno perso le speranze
e a quelli invece che non la perderanno mai
e
cantano
"We Shall Overcome"


August 20, 2008

Il viaggio

Sono varie le ragioni che spingono le persone a spostarsi, a viaggiare, ad andare a cercare qualcosa di nuovo.
Io sono spinto dalla curiosità, dal volere conoscere qualcosa che non conosco.
E' il sconosciuto che mi da entusiasmo, che mi incuriosisce e mi piace.
E' un modo per conoscere gli altri e conoscere me stesso.
E' qualcosa che mi fa a volte cambiare idea, opinione rispetto le cose e le persone.
Sono tante le definizioni di viaggio, sono tanti che sognano di viaggiare, di andare in luoghi sconosciuti.
Ma cosa spinge le persone a viaggiare è una domande che forse è difficile rispondere.
Forse perchè non c'è una sola risposta.
Il viaggiare è anche un modo per raccontare ad altre persone luoghi che non vedranno mai o anche la possibilità di concretizzare dei luoghi che si aveva solo letto su libri.
E', forse, un modo per crescere, maturare...

E il viaggio come lo si compie?

- Viaggi sempre così da solo?
- In genere sì.
- Ti piace la solitudine? - chiese lei appoggiando il mento sulla mano. - Ti piace viaggiare da solo, mangiare da solo, a lezione sederti lontano dagli altri?
- A nessuno piace la solitudine. Ma non mi faccio in quattro per fare amicizia. Così evito un po' di delusioni" - dissi.
(Pezzo tratto dal libro di Murakami Haruki - Tokio Blues)

August 17, 2008

Vacanze (parte prima)

Oramai ci siamo.
Le vacanze di agosto stanno quasi per finire.
Sono stato bravo. E già, ho fatto il bravo ragazzo in queste vacanze.
Nella prima parte dell'anno avevo già avuto la mia "dose" di vacanze ed ero e sono soddisfatto.
Come dicevo ad un'amica sabato, mentre eravamo seduti su una panchina mangiando un buon gelato,
"Ho fatto dei viaggi incredibili quest'anno! Ho visto il mondo...ho visto persone, cose, oceano e amici..." Cosa chiedere di più?
Un viaggio negli USA non programmato e saltato fuori come il coniglio salta fuori dal capello del mago, dove tutte le persone rimangono a bocca aperta chiedendosi come è successo.
E poi, come ogni anno, il mio giro nella mia "amata" Toscana, Siena.
Avevo, e ho, le batterie cariche dopo questi viaggi, dopo aver visitato questi posti.
Dopo aver ripreso la mia strada, dopo essere partito, dopo avere abbracciato, dopo essermi emozionato e poi alla fine ritornato.
Così in agosto mi ero riproposto di dedicarlo più a tutte quelle cose, piccole o grandi, che avevo in mente da un pò di tempo.
Qualche tranquilla passeggiata.
Qualche giro in bicicletta.
Incontrare amiche e amici che durante l'anno la fretta non mi aiuta.
Ascoltare più musica.
Leggere di più.

Sistemare la camera, spostando e prendendo qualche mobile nuovo, dipingendo qua a la, sistemare qua e la.
E nel mettere a posto qualche quadro appeso, cambiarne qualcuno, spostarne da parete all'altra, notavo una cosa: di quelle poche foto che ho o appese o incorniciate ai muri, ne ho una sola che mi ritrae.
E mi vengono in mente le parole di un'amica che mi chiedeva come mai in tutte le foto che faccio nei miei viaggi, non sono mai fotografato.
E' una cosa mia.
Non mi piace essere fotografato.
Io mi ricordo dove sono stato, cosa ho visitato, chi ho incontrato.
Mi piace vedere sulle fotografie i posti, i luoghi dove ho viaggiato.
Mi piace rivedere le persone, notare i loro sguardi.
Forse non mi piace vedermi nelle foto, tutto qui.

E che abbia forse ragione in parte la canzone di Daniele Silvestri?

"...No non è questione di mancanza di coraggio
Né in questo modo io mi sento
Particolarmente buono o saggio
È che non voglio essere
L’ostaggio di nessuno
Io sono uno e intorno ce n’è molti di più
Così se vuoi vedermi devi cercarmi tu..."

August 11, 2008

Starbucks

Ci sono luoghi in cui posso chiacchierare.
Ce ne sono altri dove posso incontrarmi per ridere, per distrarmi magari dopo una giornata pesante di lavoro o una giornata storta.
Non tutti i luoghi, penso, siano adatti per qualunque tipo di incontro o conversazione.
C'e ne sono alcuni che quando entri, quando ti siedi, è come se lasciassi fuori dalla porta una parte di te, la più indesiderabile.
Ti senti a tuo agio, ti senti "bene" e ti fa piacere a parlare con gli amici di qualche tua difficoltà, di qualche tuo periodo poco sereno passato o presente...

Quando ci sedemmo in quella caffetteria, fu strana la sensazioni che sentii, che ci sarei rimasto per varie ore.
La sensazione di essere "cullato" faceva trascorrere le ore in modo piacevole.
Ricordo che con quel the caldo in un bicchiere in una mano, un dolce da mangiare nell'altra mano e mi miei amici dinnanzi a me a parlare, ragionare, raccontare.....mi sembrava che il tempo si fosse fermato.
Che solo una volta, solo quella volta, avevo avuto la capacità di raccontare cose scordate e lasciate indietro.
Che persino quella caffetteria era in "educato silenzio" ad ascoltare le mie parole.

Ci vorrebbe in ogni città una semplice caffetteria come quella che ho trovato, dove un giorno al mese ogni persona potesse andare a bere un "the caldo in un bicchiere in una mano, un dolce da mangiare nell'altra mano..."

(Nella foto sopra uno Starbucks all'interno,
nella foto sotto il mio buon the)

Sono innamorato?


Oggi Rebecca mi ha chiesto:
"Ma quante magliette di New York hai comprato quando ci sei andato?".
"Un bel pò...."è stata la mia risposta. Soprattutto quelle famose con scritto "I Love NY", dove al posto della parola "Love" c'è un bel cuore rosso.
E già, perchè dopotutto New York non posso non amarla.

"Come potrei non amarla? E' una città avida, ma non egoista. Metropoli vampiro che risucchia, ma mai a tradimento. Sfrontata, arrogante che arraffa tutto ciò che non sapevi avere, ma ti ripaga con gli interessi. Quid pro quo infinito, eterno baratto, occhio per occhio che non perdona. New York delude solo chi non la capisce. E capirla è sopravviverla".

New York è come una bella donna, se te ne innamori non la tradisci mai e lei non lo farà.
E io, che ne sia innamorato?

August 09, 2008

Trattoria in riva al mare

Questo week end me ne vado a riposare, magari in quella tranquilla trattoria in riva al mare...
a pensare
dipingere
ascoltare musica
leggere
e sognare...

Buon week end a tutti

August 07, 2008

Solo andata


Passati quasi tre mesi dal mio ritorno.
Dal mio atterraggio.
A volte mi sembra di essere tornato dalla luna e dopo un viaggio così, di sicuro non può non cambiarti dentro.
O almeno a me è successo.
O di non essere ancora tornato e che il mio biglietto di ritorno lo debba ancora fare.

E il mio stato di "innamoramento" continua e non scende e non demorde.
"Ma come fai? Come è successo?"
Mi hanno chiesto....
Quando ci si innamora di una ragazza non so bene quando possa durare quella fase "idilliaca", tutto è bello, persino le cose che non faresti mai nella tua vita.
Poi, come si sa, tutto passa, o lo lasci passare.
Dopo un pò vedi le cose sotto un diverso punto di vista o...ritorni a vederle come tempo prima.
Quel che ancora non so è quanto possa essere lungo questo periodo di vista.
Per alcuni finisce dopo alcuni per mesi, per altri dopo alcuni anni.
Per altri....mai.

Pensieri estivi sulla mezza età

Oggi stavo leggendo un libro sull'America, quando qualcosa prende la mia attenzione:

"Senza accorgermene, comincio a leggere sui giornali i consigli di giardinaggio - un'attività che gli americani considerano il segno inequivocabile della mezza età (il giardiniere-tipo ha dai 34 ai 49 anni, un reddito superiore ai 50mila dollari e spende 400 dollari l'anno per il suo hobby)."

E così inizio a ragionare:
la mia età è già oltre i 34 anni,
mi piace un pò il giardinaggio e curare d'estate il classico piccolo orto a casa...
mi mancano i 50mila dollari e spendere 400 dollari l'anno.
Ma due punti su quattro li ho.

Allora: sono sulla via del segno inequivocabile della mezza età?
Sono già alla soglia della mezza età?

Che qualcuno mi dica di no!

August 05, 2008

Colonna sonora da viaggio

Come in ogni mio viaggio, ci sono un paio di cose che alla fine me lo faranno ricordare.
Anche dopo diverso tempo mi basta uno sguardo ad una foto, una lettura, qualche riga di un libro, un ascolto di una musica...che d'improvviso mi viene nella testa, come un flash back, dei piccoli episodi del viaggio.
E oltre i libri che ho letto,
oltre le foto che ho scattato,
è la musica che ascoltavo che avevo messo nel mio I Pod che mi suona nella testa in questo periodo.
Già tempo fa in un vecchio post, raccontavo della musica che mi aveva accompagnato per diverso tempo nel mio primo viaggio in Irlanda.
Era stata un pò la mia "colonna sonora da viaggio" ed ogni canzone nell'ascoltarla aveva un gusto differente, dopo aver fatto quel viaggio.

Ed ecco allora la musica che mi ha accompagnato e accompagna in questo periodo...ma poi c'è un'altra musica, un altro sound, che non si può ascoltare, ma solo immaginare.




August 02, 2008

Momento giusto

Dicono che la vita è fatta di attese.
Noi tutti cerchiamo di attendere il "momento giusto" per fare qualcosa durante la nostra vita.
Attendiamo noi stessi, come attendiamo le altre persone.

Mi accorgo che tutte le volte che inizio qualcosa non so mai dove arriverò e se arriverò.
Perchè forse in fondo ho sempre il dubbio che non sia il momento giusto.
Per un viaggio, qualunque viaggio possiamo parlare, potrei immaginare quale possa essere il mio punto di arrivo, ma durante la strada, durante il percorso non so mai quello che incontrerò.
E un pò la cosa mi "preoccupa", un pò mi rende contento, un pò mi rende curioso e alla fine mi sorprende.
Così alle volte attendo, paziento, sempre aspettando questo "momento giusto", forse sperando o sapendo inconsciamente, quale sia il momento più opportuno.

"Viaggio giusto al momento giusto?", mi ha chiesto una cara amica.
Ora direi di sì! Ma chi lo potrebbe dire inizialmente?
Dopo del tempo, attendendo, quello era il momento giusto per il mio viaggio verso gli USA.

E penso che forse tutti noi attendiamo qualcosa, dalla speranza più piccola a quella più grande.
Dopotutto forse tutti stiamo....."Waiting on an angel"

Buon week end a tutti.


July 29, 2008

Diverse strade

Ho scoperto che ci sono due diverse strade che si possono seguire prima di affrontare un viaggio.

Dicono che per un viaggio, qualunque esso sia, bisognerebbe prepararsi.
Preparasi con delle letture di racconti o storie, leggere del paese, nazione dove si andrà per capire meglio a cosa poi si incontrerà sulla strada.
Dicono che bisogna essere pronti ad ogni "evenienza".
C'e il "kit" del viaggiatore, come ho scoperto che ci sono dei siti che consigliano cosa fare prima di partire.
Ebbene questa è la prima strada.

Poi ci sono altri che suggeriscono invece di fare la seguente cosa:
decidere dove andare
prendere il biglietto aereo
comprare una semplice giuda da leggere svogliatamente prima di addormentarsi
fare un veloce bagaglio
giorni prima concentrarsi sul viaggio in se stesso
prepararsi una lista di canzoni da mettere nell'I Pod che alla fine rappresenterà la colonna sonora del viaggio
mettere in valigia due libri a cui sei affezionato (magari pure già letti)
attendere con disinvoltura il giorno della partenza
e poi
sedersi sul sedile dell'aereo e non temere di quello che si lascia, anche perchè lo si conosce già
essere curiosi di quello che si vedrà
essere felici di abbracciare le persone che ti attendono
fare tante fotografie del posto dove viaggerete perchè poi quelle immagini ti accompagneranno per tutta la vita
ritornare a casa e gustare a piccoli morsi quello che avete vissuto.

Io ho scelto questa seconda strada.

Ma ci sarà forse un'altra strada?

July 27, 2008

Week end irlandese




Penso che in fondo ci sia una lunga, trasparente, sottile linea che mi lega alle terre irlandesi.

Chissà...
Forse mi lega il cibo,
la cultura,
ma di più penso la musica,
che mi porta spesso ad andare in giro nella mia città ad ascoltare melodie "celtiche".
Che mi porta a battere le mani al tempo di musica
ad applaudire
a vedere persone che ballano musiche irlandesi.

Forse perchè i posti dove ora abito sono stati luoghi dove gli antichi celti hanno vissuto.
Forse perchè l'Irlanda è stata la prima nazione che mi ha permesso di viaggiare
tanto
in solitaria
e mi ha fatto scoprire e conoscere un sottoscritto molto diverso.

Forse perchè è la nazione che negli ultimi tre anni mi ha dato tanto
e dove io ho dato tanto.
Saranno tutte queste ipotesi che ne sarò sempre grato.

Facendo un salto nel tempo passato, ricordo che proprio in questi precisi giorni ero in terra "straniera", o io dopotutto ero lo straniero.
E il ricordo è sempre bello, ma difficile da capire.
E' solo un ricordo nella mia testa, perchè ritornare in quella verde terra non avverrà mai più.
Ma penso e mi chiedo:
"Questa nazione che ho lasciato per sempre, forse è lei che mi abbia suggerito il mio grande viaggio che ho compiuto qualche mese fa?"

(Nelle foto musicisti fotografati in un pub di Dublino)

July 25, 2008

Lifeline

A tutti voi...

a quelli che credono, non credono o crederanno
a quelli che viaggiano o che viaggeranno
a quelli che ridono o a quelli che rideranno
a quelli che sono partiti e un giorno ritorneranno
a quelli che amano, hanno amato o ameranno
agli amici e amiche vicini o lontani
a quelli che cercano un sorriso
a quelli che si sono persi, ma di sicuro si ritroveranno

a quelli che cercano la loro "lifeline"

a tutti voi...
buon week end.

- Life is too short to wonder
Who's gonna make the next move
And will it slowly pull you under
When you've always got something to prove ...

La vita è troppo corta per chiedersi
chi farà la prossima mossa
e ti tirerà lentamente sotto
quando avrai sempre qualcosa da dimostrare... -

July 24, 2008

Pezzi dentro

Il viaggio che ho compiuto in America non è stato solo una grande scoperta di una nazione diversa da noi, di una nazione che è stata sempre nella mia adolescenza, un "mito" o un "esempio".
L'America non mi ha fatto solo conoscere cose diverse da come invece le vivo nel mio quotidiano, non solo cose che sono al di fuori di me e che posso osservare tutti i giorni, ma mi ha dato, insegnato e lasciato diversi "pezzi" dentro di me...

un grande senso di libertà,
una sensazione di leggerezza,
un voglia di guardare sempre oltre,
una sensazione di semplicità,
di tranquillità legata alla velocità,
una curiosità nell'altro,
una voglia di omogeneità nell'eterogeneità,
una musica nuova, diversa, di diverso ritmo

mi ha fatto capire che la lontananza dagli amici non allontana, ma avvicina.
Forse di più che vivere vicini.

July 22, 2008

La valigia

Prima di ogni viaggio,
prima di ogni partenza si ha sempre l'impressione, la paura di dimenticare qualcosa.

Sempre si ha la "strana" sensazione di dimenticare qualcosa a casa, di lasciare qualcosa di "indispensabile" che poi durante il viaggio ci possa essere d'aiuto.
E allora a farci una piccola lista per poi depennare e dire "Questo l'ho preso...questo anche...." mentre ci si avvicina al giorno della partenza.
La valigia che prima sembrava tanto grande alla fine è piccola, quasi c'è ne servirebbe un'altra.

Tra poche ora una mia amica partirà verso l'America per andare a trovare la sorella.
Telefonandole per augurale un buon viaggio, per mandarle un abbraccio e di portare lo stesso intenso abbraccio che ho mandato a lei, ai miei amici che vivono in America, le suggerivo di non andare con valigie piene, con bagagli che potrebbero impegnare. Ma di essere "leggera", libera, che poi alla fine le sue valigie, la "valigia della vita" le riempirà di sicuro.
Io nel viaggio, che lei sta per compiere, ho trovato alcune risposte che andavo a cercare,
ho ritrovato le mie valigie piene che piano piano in questi mesi sto aprendo e gustando ogni piccola, sorprendente cosa che trovo.
Tiziano Terzani parlando di viaggi ripeteva:
“Viaggiare ha senso solo se si torna con qualche risposta nella valigia”

Buon viaggio.

July 20, 2008

Nulla avviene per caso

Mi piace sempre pensare che "nulla avviene per caso".


Estate duemilatre. Camminando per la città vedo dei cartelloni pubblicitari di una cantante che mai avevo sentito sino ad allora che sarebbe venuta a cantare in Arena.
Dopo un paio di mesi in un negozio di musica rivedo lo stesso viso che avevo visto mesi prima e d'un tratto la mia attenzione cade su un suo cd di musica.
Musica Jazz.
Lo prendo, lo osservo, lo ascolto.
Mi piace.
Molto.
Decido di comprarlo.
Inizio così ad interessarmi di quella musicista e cercare notizie in giro.
Negli anni seguenti il mio interesse, la mia conoscenza verso quella musicista cresce sempre, come la sua musica e il mio piacere nell'ascoltarla.
Qualche mese fa scopro che avrebbe tenuto un concerto in una città vicino dove abito io.
Lasciarmi perdere questa opportunità?
No!
E così vado ad ascoltarla!
Diana Krall avrebbe tenuto il suo unico concerto italiano per quest'anno vicino a me.

Serata magnifica.
Piazza gremita di attenti ascoltatori che con rigoroso silenzio ascoltano le note, le parole, i racconti di quella ragazza canadese.
Gli applausi ad ogni canzone sono leggeri ed educati come la musica che si sente durante la serata.
Durante la musica osservo con piacere la piazza.
Il cielo è amico e persino qualche stella che vedo nel cielo è amichevole.
Qualche aereo passa lontano sulle nostre teste, portando chissà persone in vacanza in qualche luogo lontano.
Le statue sul campanile alle mie spalle sembrano anche loro muovere il piede a suon di musica jazz, come ogni tanto sbircio che fa la mia gentile amica che mi ha accompagnato in quella serata.

Mi sembra di essere assieme ad un incontro di amici che si sono ritrovati per ascoltare una cara amica amica venuta da lontano che racconta dei suoi due gemelli lasciati a casa per il tour mondiale che la mamma sta facendo, racconta del marito che è a casa che la aspetta e dell'amore che ha per lui, ringrazia più volte per l'accoglienza che ha avuto ed è contenta di trovarsi in quel posto con del meraviglioso cibo, vino, persone.
Si inizia con la prima canzone "Devil May Care".
Seguono velocemente altre magnifiche canzoni, arriva una romantica canzone "Just the Way You Are", che le piace molto suonare e cantare.
Si scorre verso i saluti.
Dopo questi torna sul palco con due bis, "Temptation" e finisce con" 'S Wonderful".
Si alza in piedi assieme ai musicista che la accompagnano, manda con la mano un "gentil bacio"

E sì....all 's Wonderful!!!

Mi piace sempre pensare che "nulla avviene per caso".

July 17, 2008

'So Wonderful - Diana Krall

`S wonderful! `S marvelous! You should care for me.
`S awfully nice! `S paradise! `S what I love to see!
You made my life so glamorous, you can't blame me for feeling amorous.
Oh `S wonderful! `S marvelous, that you should care for me.



La vita è wonderful!

July 16, 2008

Il Palio di Siena


Di ritorno da Siena, per la corsa del Palio del 2 luglio.

Sono diversi anni che vado e qualche volta mi chiedono:
"Cosa è il Palio di Siena?"

Definirla precisamente non è facile, ma ci provo:
è una corsa in una piazza
corrono dieci cavalli che rappresentano dieci contrade
dura novanta secondi
si fanno tre giri della piazza
centinaia di persone trepidano, gridano, ridono e piangono
solo al primo gli onori
al secondo la terra della piazza

ma per capirla del tutto, bisogna viverla.



E durante l'attesa, durante il tempo che passa dove ti trovi seduto in piazza, fai amicizia con il tuo vicino di posto che scopri che viene da un posto lontanissimo e che è molto emozionato essere li.

Cerchi a volte di capire dove sei, perchè attorno a te senti tantissime lingue del mondo.
Una moltitudine di persone, di tante nazionalità.
Devi concentrarti per capire dove sei, ma essere lì con tutte queste differenze ti fa sentire bene.

(Nella foto in alto un momento della gara
La foto in basso la Piazza del Campo dove si corre il Palio)

July 14, 2008

Perchè New York?

Nel film "Sex and the city", Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker) domanda ad una ragazza:
"Perchè sei venuta a New York?"
La ragazza:
"Per innamorarmi!"

Pure io sono andato a New York.

July 13, 2008

Modi di selezione (parte seconda)

Il secondo mezzo di "selezione" che ho incontrato è stato durante i miei spostamenti.
Mi ricordo che avevo sempre letto, sentito, raccontato, che in America l'uso dei condizionatori d'aria è "spropositato".
Appena c'è un minimo raggio di sole e si può pensare "Che bello un pò di sole...", ecco che i condizionatori d'aria entrano in funzione portando la temperatura in qualsiasi luogo che tu vada a temperature "gelide".
Ma se si batte i denti in estate, mi hanno detto che si potrebbe passeggiare in costume da bagno durante l'inverno. Facendosi così un "baffo" alle temperature e alle stagioni.
Io ho avuto la prova dei condizionatori quando presi l'autobus per ritornare da New York a Boston.
La temperatura in città era piacevole, un bel sole primaverile rendeva tutto molto più accogliente. Dalle mie passeggiate per la città, al mangiare qualcosa seduto in uno dei tanti parchi della città, al fermarmi ad ammirare con il naso all'insù tutto quello che incontravo.
L'inverno aveva lasciato il posto alla primavera.

Ma quando salii sull'autobus per tornare a Boston, la temperatura era così bassa che dovetti coprirmi e sperare di arrivare al più presto.
Durante il tragitto mi guardavo in giro per vedere se non ero solo io nel temere che da un momento all'altro spuntassero dei pinguini venuti dal polo nord per farmi compagnia in quel bus.
Vedevo che alcune persone era "dalla mia parte", anche loro si erano vestiti rimettendosi le giacche, altre persone se ne stavano invece beatamente a maniche corte e con pantaloncini corti.
A quel punto mi domandavo chi dei due avevano una diversa percezione del caldo/freddo.

"Forse loro sono abituati" - mi dicevo - "ma quando ci sarà veramente caldo (luglio o agosto) ...che faranno??"

Let the Sunshine In

July 06, 2008

Modi di selezione (parte prima)


L'America usa dei modi molto strani per "selezionare" le persone, per far capire cosa sia l'America nella vita quotidiana.
Partendo dalla colazione!
Il primo mezzo "di selezione" che mi sono scontrato è il grado di temperatura per quanto riguarda le bevande per la colazione.
Mi spiego meglio...
Quando ero a New York tutte le mattine andavo a fare colazione in un bel locale vicino all'ostello dove risiedevo.
Ricordo con piacere che dentro il locale ascoltavo come sottofondo anche della musica jazz, che mi aiutava ad affrontare la giornata nella "grande mela".
Era un locale molto carino, gestito da persone di lingua ispanica, però non so di quale nazione.
Il secondo giorno che entrai, capirono che ero italiano e così mi chiesero una sola cosa: il gioco del pallone....e già il calcio!
I ragazzi conoscevano Del Piero, la Juventus e amavano il calcio!
E io che avevo lasciato l'Italia volendo lasciare per un breve periodo tutto quello che potesse essere italiano...invece questi ragazzi a chiedermi del calcio!!
Comunque andando avanti, la mia colazione era composta da un bagel, un muffin e un the.
Sulla parte da mangiare spiegherò in un altro post, ma sul bere è tutto da ridere.
Quando ordinavo da bere la domanda che mi facevano sempre era: "Hot or Cold?" (Caldo o freddo?).
E io rigorosamente: Hot!
Quel "hot" però era 90 gradi celsius, un the che scottava così tanto che lo finivo di bere verso l'ora di pranzo!
"Avranno diverse papille gustative o avranno la bocca ricoperta da qualche pelle speciale che non sento il caldo..!", pensavo.
Comunque "il trucco" era di aprire il tappo, che tiene chiuso il bicchiere, e iniziare a soffiare!!

Ma una domanda che mi facevo e mi faccio ancora ora: se l'hot era la bevanda che ustionava, cosa sarebbe stato la bevanda cold?

Non ci penso, magari lo chiederò la prossima volta...

(Nella foto in alto il bicchiere di the, nella foto in basso il bagel con del formaggio)

Land Of Hope And Dreams -Terra di speranza e sogni

Grab your ticket and your suitcase
Afferro il tuo biglietto e la tua valigia
Thunder's rolling down the tracks
Il tuono rumoreggia giù lungo il sentiero
Don't know where you're goin'
Non sai dove ti stai dirigendo
Sky is turnin' black
Il cielo si sta facendo scuro
Well darlin' if you're weary
Amore se ti senti stanca
Lay your head upon my chest
Appoggia la testa sul mio petto
We'll take what we can carry
Porteremo con noi ciò che possiamo
And we'll leave behind the rest
E lasceremo tutto il resto
Big Wheels rolling through fields
Ruote imponenti avanzano attraverso i campi
Where sunlight streams
Dove confluisce la luce del sole
Meet me in a land of hope and dreams
Incontrami in una terra di speranza e di sogni
Well, I will provide for you
Io mi adopererò per te
Yeah, and I will stand by your side
E starò al tuo fianco
You'll need a good companion, darlin'
Amore, avrai bisogno di un buon compagno
For this part of the ride
Per questo tratto del cammino
You'll leave behind your sorrows
Lascerai dietro di te le tue sofferenze
Yeah, this day will be the last
Questo giorno finalmente sarà l'ultimo
Tomorrow they'll be sunny skies
Domani vedrai ogni cosa sotto la luce del sole
And all this darkness past
E scomparirà tutta questa oscurità
Big Wheels rolling through fields
Ruote imponenti avanzano attraverso i campi
Where sunlight streams
Dove confluisce la luce del sole
Meet me in a land of hope and dreams
Incontrami in una terra di speranza e di sogni

June 29, 2008

Parole fitte

Ho ancora tante fitte parole scritte nel mio moleskine, come pure nella mia testa.
Sono righe che mi appuntavo in ognidove della città dove mi trovavo, in ogni angolo, parco, treno o metrò, in mezzo la gente o appartato da solo durante il pranzo in un bel parco cittadino.
Dopo oltre un mese dal mio ritorno dal mio viaggio, sono tanti, innumerevoli episodi che racconto quando mi soffermo a parlare con le persone dell'America.
A volte mi sembra di essere un "ambasciatore", un "inviato speciale" che viene invitato a cena per fare vedere foto e raccontare del viaggio, degli USA.
E questo mi piace molto e mi lusinga allo stesso modo. Non so il perchè, ma il raccontare di questa cosa, questa esperienza mi piace molto.
E nel piacermi così tanto che cerco di documentarmi di conoscere aspetti che non sono riuscito a capire e conoscere nella mia breve visita.
Mi lusinga e mi piace anche se non mi sembra di aver fatto grandi cose, ma solo di avere compiuto un viaggio "speciale" per me e forse semplice per alcune persone.
Non ho mai amato parlare di me, della mia persona come non mi piacerà mai parlare delle mie cose "personali", che ho fatto o che farò.
Ma in questo caso invece non mi fermerei mai nel parlare e raccontare.
E forse è anche questo un aspetto nuovo che sto cercando di conoscere dopo il mio viaggio.
E ogni nuova volta che racconto episodi del viaggio, saltano fuori racconti inediti che magari nei miei racconti precedenti non ho raccontato. Il fatto è che sono così tanti che a volte sono pure io stesso che mi perdo.
E come scrive Antonio Munoz nel libro "Le finestre di Manhattan" mi piacerebbe pure a me mentre racconto dire:
"Vorrei ricordarmi di ognuna delle mie passeggiate e di tutte le finestre che mi si sono mostrate a Manhattan..."

June 23, 2008

Sei americano?

Sei Americano?
La risposta più logica che uno si aspetta di sentire è: Si o No.
Così come se ci chiedessero: sei Italiano?
Invece per gli americani la risposta è molteplice.
A questa domanda, come ci si può immaginare, le risposte possibili sono innumerevoli quanto le combinazioni di una cassaforte e spesso richiedono una certa dimestichezza con l'aritmetica:
"Sono un terzo portoricano del lato paterno, metà tedesco e metà giapponese da quello materno".
"Mezzo pakistano, mezzo curdo, mezzo coreano" (e non ho mai imparato le fazioni).
Un quarto scozzese, due parti gallese, la radice quadrata del coseno svedese e una spruzzo di arapaho".
Così come la ragazza che abbiamo conosciuto a New York durante la partita di baseball, ci confessò di avere anche lei nel suo DNA delle parti europee.
Tutto questo per una americano è naturale in quanto l'America è un mix di razze, al contrario dell'Italia.

Se invece, in questo momento, penso alle mie combinazioni posso dire:
"Sono un pò veronese, una pò alto tesino, un pò ferrarese, un pò padovano e un pò spagnolo...".
Che possa sentirmi pure io un pò....americano?

(Nella foto da sx. Lisa - la ragazza americana conosciuta allo stadio- e Marina)

June 18, 2008

Essere coraggiosi?


La frase che ho messo all'inizio di questo blog mi è piaciuta immediatamente quando la lessi, la frase di Isabelle Eberhardt.
La trovai per caso, o forse, mi piace pensare, lei trovò me.
La frase è molto significativa:
"Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni.
Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà.
Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque e partire alla conquista del mondo."

E il mio partire è stata la più bella della azioni che potessi fare, non so se è stata coraggiosa e se lo sono stato io.
Ma l'ho fatta ed è stato importante.
Ed ora questo mio viaggio, in modo alquanto strano, lo sto gustando a ritroso.
Cioè.
Ora sto leggendo qualche libretto, qualche racconto da chi ha vissuto o vive l'esperienza americana e mi fa capire ancora di più quello che ho avuto la fortuna di vedere.
Ed è stata la via migliore per me.

Tra poco la sorella della mia amica che mi ha accolto in America, compierà lo stesso viaggio.
Avrei mille consigli da dirle, mille suggerimenti che magari quando la incontrerò glieli dirò. Anche se credo potrei ripeterle l'unico consiglio che ho già suggerito ad altre persone...
"è di stupirsi sempre di ogni piccola cosa che vedrà, di emozionarsi della bellezza delle persone, di notare dall'alto il mondo quanto è bello e meraviglioso".